CANICATTÌ |
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Distanza da Agrigento: 36 Km.
Vi si giunge da Agrigento dalla SS. 640 ; Comuni limitrofi: Favara km. 20, Naro km. 10, Campobello km. 13, Ravanusa km. 19, Castrofilippo km. 8, Racalmuto - km. 13.
Canicattì sorge sul lembo collinare più fertile della Sicilia sud-occidentale, su un'altitudine media di 465 metri, a 37,21' gradi di latitudine nord e 13,51' di longitudine est, a metà strada tra Agrigento e Caltanissetta. Si estende per 9142 ettari, è importante nodo stradale e ferroviario ed è al centro di un vasto comprensorio di paesi, di cui è validissimo perno sociale e commerciale. Per la sua prosperità agricola, fondata soprattutto sulla coltura dei vigneti di uva da tavola, è stata annoverata nel 1987 tra i Cento Comuni della Piccola-Grande italia che hanno maggiormente contribuito al progresso della Repubblica. Il nome di Canicattì è di origine araba, ma l'origine di Canicattì è molto più antica. Nel Lexicon Topographicum Siculum leggiamo che Canicattì esisteva fin dal tempo degli Etnici, cioè dei popoli vissuti prima della nascita di Gesù Cristo. Secondo l'autore dell'Aurea Fenice, Canicattì si chiamava allora Corconiana. Il nome di Canicattì deriva, secondo Michele Amari, dall'arabo Al Qattà, con cui il paese, o meglio l'acrocoro, viene indicato da El Edrisi nel Libro del re Ruggero. Al riguardo l'Amari precisa: "Basta premettere a questo nome la voce 'ayn fonte per approssimarsi al suono di Canicattì". Dunque, con l'aggiunta di ayn e la trasformazione della a finale in i, come spiega il Raccuglia, abbiamo Ayn-al-qattì, cioè "fonte del tagliatore di pietre", perché il paese era sorto presso cave e fontane. Più attendibile, però, è la derivazione da Handaq-attin, che vuol dire fossato di argilla, toponimo che troviamo in una carta geografica della Sicilia sotto i Saraceni e che è molto vicino all'antica dizione di Candicattini. Con il nome di Handaq-attin veniva chiamata dagli Arabi la parte bassa del paese, quella pianeggiante, caratterizzata da un ampio alveo argilloso, in cui scorreva il fiume Naro.
La festa consiste in una rappresentazione sacra per le vie cittadine, che mette in scena il viaggio dei Re Magi verso la grotta di Betlemme, la reggia di Erode che trama contro il Bambino, ed infine l'incontro tra quest'ultimo ed i Re Magi, guidati da una stella che viene fatta scorrere fino alla piazzetta dove è allestita la grotta.
L’uva italia arriva nelle tavole dei francesi, dei tedeschi e dei belgi oltre che nelle tavole degli italiani. La sagra si svolge nel centro storico, Largo Aosta e piazza Dante. Non c’è solo uva, ma anche a Pesche, susine, formaggi, olive e vino rosso. Tutto servito con pane casereccio. La degustazione gratuita è offerta dal Comune e dai produttori locali. Il contorno della sagra è ricco di spettacoli canori, sfilate di cortei e mostre di pittura.
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| IL TEATRO SOCIALE |
Sorge nel centro urbano nel largo castello.
L’impianto originario risale al periodo tra la fine del XIV sec e gli inizi del XV. Ha impianto planimetrico rettangolare. Il castello è ubicato su un costone di roccia all’interno del centro abitato e ha svolto un ruolo decisivo sull’origine e lo sviluppo dell’abitato. Nel 1837 alcuni ambienti del castello furono destinati ad ospedale di isolamento. È di proprietà privata e in stato di abbandono.
Ha uno sola navata e data del XVI secolo. Custodisce una statua dell’Immacolata molto venerata dai locali. Nel sagrato della chiesa è stata collocata in epoca più recente una statua in bronzo di San Francesco.
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